
Il mercato della raffinazione è giunto ad un punto di svolta all’inizio del 2004, quando, a seguito di un forte incremento nella domanda di prodotti petroliferi, e specialmente di benzina e gasolio, l’eccesso di capacità produttiva che aveva caratterizzato i precedenti decenni è stato sostanzialmente annullato.
Attualmente la domanda risulta sostanzialmente in equilibrio con la capacità di raffinazione, ed il sistema della raffinazione è diventato il collo di bottiglia nel mercato e tutto ciò ha determinato una spinta al rialzo dei margini di raffinazione*.
Anche per il futuro le prospettive sui margini di raffinazione sono positive, poiché la costruzione di nuova capacità di raffinazione nei prossimi anni a mala pena riuscirà a tenere il passo della crescente domanda, che è trainata dalle economie in rapido sviluppo di Cina, India e Medio Oriente. Il sistema, quindi, sarà in sostanziale equilibrio nel medio termine, anche se le previsioni per l’andamento dei due principali prodotti petroliferi sono diverse: la domanda di distillati medi è prevista in solida crescita e potrà essere soddisfatta solamente se, oltre alla disponibilità di nuova capacità di raffinazione, tutto il sistema riuscirà ad operare ai massimi tassi di utilizzo; la domanda di benzina, per quanto in crescita, sarà più agevolmente soddisfatta, determinando un minor tasso di utilizzo degli impianti orientati a questo prodotto.
In generale, non si può fare a meno di evidenziare l’incremento esponenziale dei costi di costruzione ed espansione delle raffinerie a cui si sta assistendo negli ultimi anni (derivante dalla competizione per i servizi di ingegneria e per l’approvvigionamento dei materiali di base sia all’interno del settore che tra il settore della raffinazione e quello dell’estrazione), incremento che costituisce una delle maggiori barriere all’ingresso per la raffinazione petrolifera.
La crescita della domanda di raffinazione, inoltre, è sostenuta dalla mancanza di concrete alternative perseguibili in modo economico ed etico; la produzione di bio-carburanti (principalmente biodiesel in Europa), ad esempio, benché stia crescendo rapidamente potrà coprire solo una frazione della maggior domanda, dato il crescente costo delle materie prime vegetali ed il fatto che si basi esclusivamente sulla presenza di incentivi fiscali.
Lo stesso vale per altre possibili fonti, quali il GTL (processo gas-to-liquid, con conversione di gas naturale in gasolio). In questo caso sono i costi di realizzazione ad essere determinanti e si giustificano solo in uno scenario di prezzi petroliferi stabilmente molto elevati anche nel lungo termine.
Vi sono poi le normative ambientali sempre più stringenti che potrebbero sostenere ulteriormente il settore della raffinazione.
Le specifiche sui prodotti petroliferi sono diventate sempre più severe negli ultimi anni e questo processo riguarda tutti i principali mercati: Cina, India e molti altri paesi dell’Asia, dell’America Latina e del Nord Africa stanno progettando di introdurre i “carburanti puliti”, seguendo le orme di USA, Europa e Giappone.
Il fattore chiave è il tenore di zolfo, che è uno dei principali inquinanti. In Europa il massimo attualmente consentito per benzina e diesel è di 50 parti per milione (ppm), ma scenderà a 10 ppm dal 2009. Tale limite è già vigente in Giappone ed in vari paesi del nord Europa ed è considerato il minimo livello ottenibile con le tecnologie attualmente disponibili. Le economie in via di sviluppo sono in ritardo di qualche anno, ma il cammino che hanno intrapreso in tale senso è irreversibile.
L’introduzione dei carburanti puliti è un fattore che porterà ad un rallentamento nella crescita della capacità di raffinazione, poiché gli investimenti richiesti per migliorare la qualità dei prodotti appesantiranno ulteriormente sia i costi sia la realizzazione concreta degli impianti destinati all’incremento di capacità.
Link utili:
www.bp.com
www.doe.gov
www.oilmarketreport.org
www.unionepetrolifera.it
* Il margine di raffinazione è la differenza di valore tra i prodotti petroliferi generati ed il petrolio grezzo utilizzato nel processo di raffinazione